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IDEA REGALO NATALE 2019

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CORSO INTENSIVO di PUBLIC SPEAKING e CORSO INTENSIVO DI RECITAZIONE
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La gratitudine

Joaquin e River Phoenix

“Quando avevo 15 o 16 anni, mio fratello River tornò a casa con una VHS di Toro Scatenato. Mi fece sedere e me la fece guardare. E così anche il giorno dopo. Poi mi disse che dovevo ricominciare a recitare. Non me l’ha chiesto, me l’ha detto. E io sono in debito con lui perché la recitazione mi ha dato questa vita così incredibile”

È una dedica commovente, quella fatta da Joaquin Phoenix durante la serata di gala del Toronto Film Festival. L’ultimo Joker ha ricordato il fratello River Phoenix, scomparso a soli ventitré anni, dicendo che a lui deve la spinta per andare avanti nella carriera di attore: senza di lui non avrebbe mai fatto quello che ha fatto, nè sarebbe arrivato dove si trova ora.

Marlon Brando: disquisizione iperbolica sul "recitare"

Marlon Brando: disquisizione iperbolica sul &quot;recitare&quot;

Marlon Brando: disquisizione iperbolica sul recitare

Cliccando il link ⬆️qui sopra⬆️ accederete ad una particolarissima intervista rilasciata da Marlon Brando a Dick Cavett, riguardo la capacità di recitare.

Nel suo stile provocatorio ed elusivo, Brando sempbra che segua un ragionamento con sè stesso, sembra che prosegua un suo ragionamento ad alta voce, e il dialogo con il giornalista sembra che quasi lo disturbi, perchè lo costringe a soffermarsi a spiegare concetti che invece per lui sono cristallini.

Io ritengo che Brando sostenga questa tesi così estrema per modestia, o falsa modestia o disagio (sì, proprio disagio: per Brando il contatto umano e il parlare di sè era estremamente fastidioso); sono dell'avviso che la differenza tra il vivere sostenedo ruoli e fingendo stati d'animo, e il recitare in modo sublime un ruolo, consista proprio nella capacità di farlo "a comando": ogni sera a teatro, ad ogni ciack, spezzettando l'azione in tanti piccoli momenti, a favore di ogni inquadratura, mantenendo il controllo del corpo, dei gesti, degli sguardi; mantenendo l'evoluzione della personalità del personaggio durante i numerosi giorni delle riprese.

 

Centenario Confcooperative

Centenario Confcooperative
Il 14 maggio 2019 a Roma, all'assemblea per i 100 anni di Confcooperative Nazionale, Daniele Sirotti è stato tra i protagonisti della rivisitazione del dibattito sull'approvazione dell'art. 45 della Costituzione, interpretando il Deputato dell'Assemblea Costituente On. Aladino Bibolotti, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

ESSERE VERI O RECITARE? saggia riflessione di Pietro Biondi, attore eccezionale.

Pietro Biondi nel ruolo di Lionato in &quot;Molto rumore per nulla&quot; di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia - 2009
Nella foto: Pietro Biondi interpreta Lionato in "Molto rumore per nulla" di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia - 2008

Eh, non posso rimandare. Mi urge! Ritarderò un pò l'andata a letto, pazienza.
Questo...saggio è rivolto agli specialisti: attori e registi.
Non ricordo precisamente quando, ma, a un certo punto cominciò a circolare nel nostro ambiente una frase: "Non recitare!" (veniva soprattutto dai registi, questo ordine perentorio)
E io ridevo sardonico, come stasera. E mi piacerebbe inserire anche una mia foto con questo sorriso, ma non so come si fa)
NON RECITARE! SII VERO!
E io mi dicevo: Ma come? E' come dire a un musicista "Non suonare", a un cantante "Non cantare", a un pittore "Non dipingere", a un poeta "Non poetare", a uno scrittore "Non scrivere", eccetera. E sghignazzavo dentro di me.
L'Attore DEVE recitare! Non c'è niente di peggio che essere "veri". Che vuol dire? Veri, rispetto a che? A una storia che è inventata, a una scenografia che è falsa per definizione, a tempi e luoghi che non rispettano i tempi della vita reale, in mezzo a mobili noleggiati, a costumi inventati? Il teatro, il cinema, non parliamo della televisione sono FALSI in tutto. E l'Attore deve essere talmente falso da sembrare vero. E qui nasce il problema: è più facile rinunciare a recitare piuttosto che faticare per recitare BENE.
L'equivoco nasce dal cinema neorealista. Però, appunto è un equivoco, perché gli attori che hanno fatto grande quel cinema, guarda caso, erano tutti Attori di grande professionalità (Fabrizi, Magnani, Cervi, per dirne pochi) ci sono stati solo sporadici episodi con "non attori". Randone (che è il mio attore modello, irraggiungibile purtroppo per me) quando Elio Petri lo usò, stupì tutti. Perché un grande attore intuisce come fare il cinema, il teatro, la televisione e anche il doppiaggio. I non attori possono andar bene una volta e basta. Il vero attore cambia sempre, studia sempre, fatica sempre e migliora sera per sera.
Il mondo dello spettacolo rispecchia la mediocrità del resto della società. Un vero attore può recitare a Siracusa e in una stanza, con la stessa capacità di coinvolgere il pubblico nella storia (inventata) che racconta. Un vero scrittore non fa cronaca, fa letteratura. Un vero pittore non fa la fotografia di un paesaggio, lo interpreta.
Adesso abbiamo un'infinita galleria di "Se Stessi". Che rottura di coglioni. Sono subito chiari, senza mistero. E, dopo la prima volta sono da buttare nel cesso.
E perchè andare al cinema o a teatro per vedere quello che vedo gratis per la strada?
No. Io voglio vedere cose straordinarie, personaggi che non incontro per la strada, storie di vite intere raccontate in due ore. Vorrei vedere Shakespeare, Molière, Sofocle che mi raccontano storie e personaggi di oggi. Invece mi devo fermare a Pirandello. Tranne qualche rarità, come le mosche bianche.
Peccato. E sprofondiamo sempre più nel nulla. Nel qualunque.
Se eravamo grandi e non siamo più un cazzo ci sarà pure qualche motivo.
Tutti possono fare tutto. Beh, mi dispiace, no! Questo è un falso più falso del teatro. E se non ne usciamo saranno guai per tutti. Fare il Presidente del Consiglio non è come fare il farmacista o l'azzeccagarbugli.
E fare l'attore è un pò più complicato di "Non recitare".
Recita! Ma recita bene.

--PIETRO BIONDI.
 

inadeguatezze

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inadeguatezze

 

"Recitare, è un modo per dichiararsi del tutto inadeguati alla vita. Nel fingersi un altro, nell'abdicazione di quel che crediamo d'essere, per assumere il ruolo di quel che non pensiamo di poter essere, in quel passaggio preciso, anzi in quel trapasso, c'è un mancato, c'è l'assenza d'essere; che è proprio l'inadeguatezza alla vita."

nella foto Daniele Sirotti: preparazione del personaggio L'ispettore della quarantena in "Sogno" di A. Strindberg - regia M. Tarasco 2010

Riflessione sulla vita in tournée

Edward Hopper, &quot;Ombre notturne&quot;, 1921
Edward Hopper, "Ombre notturne", 1921
Durante le lunghe tournée, quelle che iniziano ad ottobre e finiscono ad aprile, e io ho avuto la fortuna di farne molte, sei costantemente in viaggio e devi replicare lo spettacolo ogni sera, a volte anche due volte al giorno, ma intanto la vita non va in pausa. Accadono mille cose nella tua vita, e in quella delle persone che ne fanno parte, a casa, nella famiglia di origine, agli amici, cose allegre e cose tristi, arrivano notizie belle e meno belle, e tu le vivi tutte al telefono, dalla tua camera d’albergo o dal bar della piazza principale della cittadina in cui ti trovi, o dal tuo camerino. E ogni sera, devi trovare la concentrazione di andare in scena, di dare il massimo, di dire tutte le battute e di dirle bene, di metterci tutta la tua energia. E per fare questo noi abbiamo il privilegio di andare in un luogo magico, il palcoscenico, al di fuori del quale possiamo e dobbiamo lasciare ogni cosa appartenente alla nostra vita reale, ogni preoccupazione, ogni problema, ogni discussione, ogni dolore, ogni gioia, per dedicarci totalmente e nudi, ma rivestiti di altri panni e personalità, al personaggio e al pubblico che esige, per emozionarsi, tutta la nostra totale e assoluta dedizione, attenzione, energia, altrimenti la magia non riesce.
A voi tutti vi auguro di non rinunciare mai a questo privilegio, di dedicarvi a qualcosa che esige e permette di staccare totalmente ed estraniarvi da tutto ciò che è pesante, difficile, doloroso, e lasciarvi andare al gioioso e serissimo gioco del “facciamo finta che”.?
Brooklin, NYC, USA 2016
Brooklin, NYC - USA, 2016