ESSERE VERI O RECITARE? saggia riflessione di Pietro Biondi, attore eccezionale.

ESSERE VERI O RECITARE? saggia riflessione di Pietro Biondi, attore eccezionale.

Pietro Biondi nel ruolo di Lionato in "Molto rumore per nulla" di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia - 2009 Pietro Biondi nel ruolo di Lionato in "Molto rumore per nulla" di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia - 2009
Nella foto: Pietro Biondi interpreta Lionato in "Molto rumore per nulla" di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia - 2008

Eh, non posso rimandare. Mi urge! Ritarderò un pò l'andata a letto, pazienza.
Questo...saggio è rivolto agli specialisti: attori e registi.
Non ricordo precisamente quando, ma, a un certo punto cominciò a circolare nel nostro ambiente una frase: "Non recitare!" (veniva soprattutto dai registi, questo ordine perentorio)
E io ridevo sardonico, come stasera. E mi piacerebbe inserire anche una mia foto con questo sorriso, ma non so come si fa)
NON RECITARE! SII VERO!
E io mi dicevo: Ma come? E' come dire a un musicista "Non suonare", a un cantante "Non cantare", a un pittore "Non dipingere", a un poeta "Non poetare", a uno scrittore "Non scrivere", eccetera. E sghignazzavo dentro di me.
L'Attore DEVE recitare! Non c'è niente di peggio che essere "veri". Che vuol dire? Veri, rispetto a che? A una storia che è inventata, a una scenografia che è falsa per definizione, a tempi e luoghi che non rispettano i tempi della vita reale, in mezzo a mobili noleggiati, a costumi inventati? Il teatro, il cinema, non parliamo della televisione sono FALSI in tutto. E l'Attore deve essere talmente falso da sembrare vero. E qui nasce il problema: è più facile rinunciare a recitare piuttosto che faticare per recitare BENE.
L'equivoco nasce dal cinema neorealista. Però, appunto è un equivoco, perché gli attori che hanno fatto grande quel cinema, guarda caso, erano tutti Attori di grande professionalità (Fabrizi, Magnani, Cervi, per dirne pochi) ci sono stati solo sporadici episodi con "non attori". Randone (che è il mio attore modello, irraggiungibile purtroppo per me) quando Elio Petri lo usò, stupì tutti. Perché un grande attore intuisce come fare il cinema, il teatro, la televisione e anche il doppiaggio. I non attori possono andar bene una volta e basta. Il vero attore cambia sempre, studia sempre, fatica sempre e migliora sera per sera.
Il mondo dello spettacolo rispecchia la mediocrità del resto della società. Un vero attore può recitare a Siracusa e in una stanza, con la stessa capacità di coinvolgere il pubblico nella storia (inventata) che racconta. Un vero scrittore non fa cronaca, fa letteratura. Un vero pittore non fa la fotografia di un paesaggio, lo interpreta.
Adesso abbiamo un'infinita galleria di "Se Stessi". Che rottura di coglioni. Sono subito chiari, senza mistero. E, dopo la prima volta sono da buttare nel cesso.
E perchè andare al cinema o a teatro per vedere quello che vedo gratis per la strada?
No. Io voglio vedere cose straordinarie, personaggi che non incontro per la strada, storie di vite intere raccontate in due ore. Vorrei vedere Shakespeare, Molière, Sofocle che mi raccontano storie e personaggi di oggi. Invece mi devo fermare a Pirandello. Tranne qualche rarità, come le mosche bianche.
Peccato. E sprofondiamo sempre più nel nulla. Nel qualunque.
Se eravamo grandi e non siamo più un cazzo ci sarà pure qualche motivo.
Tutti possono fare tutto. Beh, mi dispiace, no! Questo è un falso più falso del teatro. E se non ne usciamo saranno guai per tutti. Fare il Presidente del Consiglio non è come fare il farmacista o l'azzeccagarbugli.
E fare l'attore è un pò più complicato di "Non recitare".
Recita! Ma recita bene.

--PIETRO BIONDI.
 
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